Il Biofeedback: dal wellness allo sport professionistico.

 

Accanto alle classiche tecniche di respirazione come quella anti stress e quella diaframmatica, l’autoregolazione dei principali processi fisiologici (tra i quali appunto la respirazione) può avvenire anche attraverso la tecnica del Biofeedback.

Con l’utilizzo di apparecchiature adeguate, si possono misurare attività fisiologiche come le onde cerebrali, la funzione cardiaca, la respirazione, l’attività muscolare e la temperatura cutanea riproposte come stimoli visivi e uditivi.

In questo modo il biofeedback si affianca e supporta l’intervento psicologico fornendo in maniera rapida ed accurata un feedback sugli indici fisiologici considerati al fine di strutturare un intervento.

La presentazione di un’informazione di “feedback” in concomitanza con modificazioni cognitive, emotive e comportamentali favorisce i cambiamenti fisiologici desiderati che possono perdurare nel tempo senza l’uso dell’apparecchiatura e responsabilizzando l’individuo a mantenere un ruolo maggiormente attivo nel mantenimento della salute personale e dell’integrazione “mente corpo”.

Alla base della tecnica del BF si possono individuare alcuni presupposti:

  • Ogni cambiamento psicologico influenza l’attività fisiologica e ogni cambiamento fisiologico influenza l’attività psicologica.
  • Le persone possono sviluppare abilità di autoregolazione se viene loro fornito un feedback accurato. Possono imparare a regolare volontariamente un segnale fisiologico a patto che gli venga fornito un feedback in maniera accurata. Se posso vedere una linea che indica come cambia la tensione muscolare nel tempo, misurata in maniera molto accurata, usando una strategia per prove ed errori, riuscirò a controllare volontariamente il tono muscolare, piuttosto che la frequenza cardiaca o ogni altra funzione fisiologica.
  • La salute e la prestazione sono associate a precisi stati psicologici e fisiologici. Attraverso il BF training si ottiene una migliore autoregolazione psico- fisiologica migliorando la salute e la prestazione.

La finalità perciò del BF è la capacità di apprendere come modificare la propria fisiologia e quindi stare meglio e aumentare la propria prestazione.

I cambiamenti attraverso un training di BF avvengono per mezzo di un processo di apprendimento, associato a cambiamenti cognitivi, emotivi e comportamentali, per i quali si ha un cambiamento nel funzionamento fisiologico.

L’apprendimento sviluppa la consapevolezza degli stati fisiologici, la fiducia nel poterli cambiare, la capacità di modificare lo stato psicofisiologico.

A livello di pratica sportiva il biofeedback è ancora poco conosciuto ed utilizzato e non è, ad oggi, ancora considerato parte integrante della preparazione fisico- mentale dell’atleta.

Ciò nonostante è da tempo riconosciuto il grande potenziale offerto dalla psicofisiologia per la comprensione e il miglioramento della prestazione atletica essendo una delle tecniche più efficaci per facilitare l’apprendimento in termini di autoregolazione dell’attivazione.

Il BF, abbinato alle principali tecniche di Mental Training può essere utilizzato con successo al fine di ottenere un apprendimento sistematico del processo di psico regolazione e permette all’atleta affrontare attivamente le diverse situazioni esperite potendo considerarne le caratteristiche specifiche.

In Psicologia dello Sport perciò vi sono diverse aree di intervento nelle quali poter utilizzare il BF.

Innanzitutto dobbiamo considerare come un livello di attivazione scorretto conduce quasi sempre, direttamente o indirettamente, ad un calo della performance.

Con un training Biofeedback dei principali parametri fisiologici lo sportivo riesce a rintracciare tensioni indesiderate, scopre movimenti non economici e può influenzarli e modificarli nella direzione desiderata.

Inoltre attraverso sessioni a cadenza regolare di BF, si può ottenere un quadro del rapporto tra carico di lavoro atletico e recupero. Se il carico è eccessivo e il recupero non più sufficiente, si osservano modifiche nei parametri che indicano sovrallenamento. In questi casi si potranno osservare dei livelli alterati relativi per es. al polso a riposo aumentato, allo scarso assorbimento di ossigeno, alla tensione muscolare aumentata o a modifiche nella curva del respiro ed alla capacità di rilassamento generalmente ridotta.

In aggiunta a tali parametri che definiscono un quadro generale dell’atleta, vi sono aree ancor più specifiche di intervento come la riduzione dell’ansia percepita. Utilizzando la tecnica della “desensibilizzazione sistematica” l’atleta rivive determinate situazioni per lui ansiogene ridimensionate successivamente attraverso le tecniche di rilassamento e alla derivazione dei relativi parametri (polso, respirazione, valore di conduttanza cutanea, tensione muscolare). Conseguentemente la riduzione dello stato ansioso determina un aumento della performance agonistica.

Gli atleti, come chiunque altra persona, presentano un’area di funzionamento ottimale all’interno della quale il livello di attivazione permette la performance migliore. Molti atleti vivono questo stato psicologico in allenamento ma poi, in gara, non riescono a ritrovarlo a causa di una produzione supplementare di ormoni, che produce una “ipertensione” o iperattivazione al quale fa seguito spesso una performance non soddisfacente.

Le tecniche di rilassamento muscolare classiche del Mental Training comportano notevoli benefici a livello fisico e mentale. Attraverso di esse lo sportivo impara a rilassare i muscoli più velocemente e in modo migliore e a liberare la mente. L’utilizzo combinato con il BF determina un’ulteriore innalzamento del livello in termini di efficacia rendendo possibile un allenamento più intenso e gli effetti desiderati (miglioramento della performance) vengono raggiunti più rapidamente.

Il recupero da un infortunio rappresenta un aspetto a livello mentale spesso trascurato; una volta che l’atleta viene considerato in grado di riprendere allenamenti e successivamente le gare dal punto di vista fisico, spesso viene ributtato “nella mischia” senza tener in debito conto il suo vissuto.

Anche in questo caso è opportuno in primo luogo un training di rilassamento.

L’impiego di BF aiuta gli atleti a riacquistare il controllo della muscolatura, a dirigere in modo più corretto l’impiego della forza o a creare una tensione muscolare equilibrata in entrambe le parti del corpo sia a livello fisico che psicologico. Un infortunio grave, inoltre, può portare con sé strascichi a livello mentale che si tramutano in timore di incorrere nuovamente nello stesso trauma fisico o subirne di nuovi.   Attraverso il BF, si può agire sull’ansia e la paura generate da questi pensieri che contribuiscono a togliere serenità all’atleta e riducono le performance.

 

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